Nuove norme editoriali disponibili. Prima di inviare il tuo articolo, assicurati di aver letto le linee guida per la submission.

 

Editoriale

di Fabio Corbisiero

Tema di questo numero speciale di “Fuori Luogo” dal titolo “Confini porosi, spazi di frizione, luoghi in transizione: l’Europa e le migrazioni internazionali” è la relazione tra luoghi e migrazioni. L’incessante flusso dei migranti verso lo spazio europeo che da decenni alimenta il quadro conoscitivo della teoria sociale, ne impone oggi più che mai il suo ripensamento. Le nuove geografie migratorie modificano l’immagine della spazialità e l’Europa perde l’immagine di straordinaria e intensa bellezza del locus amoneus trasformandosi in un’area di loci horridi. I suoi territori, le sue nazioni, le sue città si trasformano in un piano di frizione tra i confini della “Fortezza Schengen” e i viaggi migratori in cui bambini, donne e uomini, incastonati nel diadema della paura, si imbarcano su pianeti che navigano passando dall’immobilità al movimento. Dopo che, nel secolo scorso, i processi migratori avevano toccato lo zenit ora essi conoscono un’eclisse nel momento in cui pare capovolgersi la bilancia delle forze: s’incrinano i valori della libertà di movimento dei diritti dell’uomo e si ripristinano i confini del territorio che marcano la differenza e l’appartenenza e ci de-limitano tutti. Le migrazioni post-moderne sono grandi nella amplificazione del dramma umano ma piccole nei numeri; ma ciò basta ad implementare la domanda di frontiere. Di confini. Di barriere. Di centri di concentramento.

Mass media e dibattito politico sono dediti a processi di semplificazione che generano grandi fraintendimenti. Soprattutto nei Paesi di approdo come l’Italia. In realtà, contrariamente a ciò che comunemente si pensa, il volume della popolazione immigrata nella Penisola è da anni stazionario. Poco sopra i 5 milioni di persone, compresi i milioni di immigrati UE. Si tratta pertanto di riorganizzare i fondamenti del discorso sulle migrazioni definendo le caratteristiche del fenomeno e soprattutto un lessico condiviso: se l’opinione pubblica europea ormai non distingue tra chi vive da tempo nel Paese (stock) e chi è appena giunto (flusso), se migranti, rifugiati o apolidi sono trattati come un problema comune vuol dire che quel che scrivono i teorici sociali ha meno rilievo di ciò che condividono i social. In questo quadro autrici e autori di “Fuori Luogo” rispondono ad alcuni quesiti attraverso un poderoso puntellato empirico: che luogo è oggi l’Europa rispetto alla questione migratoria? Come possiamo ripensare ai fenomeni migratori quando globalizzazione, mobilità e transnazionalismo sono oramai parte integrante delle migrazioni? Come si riconfigurano spazi e luoghi, attori istituzionali e non, governi centrali e locali?

Nel quadro, sempre più conflittuale, delle logiche sovranazionali che guidano la governance delle migrazioni, la regolamentazione territoriale delle dinamiche di accoglienza, di inserimento e di integrazione, come di quelle di accesso al mercato del lavoro, all’abitazione o ai diritti umani, si incrocia soprattutto e inevitabilmente con la sperimentazione pratica dell’altro da sé, dello straniero. Attraverso la (in)capacità di agency di attori che popolano uno spazio liminale, dove non esistono sequenze e comportamenti dati o scontati. Intorno a queste dinamiche ruota la riflessione condotta dagli articoli presentati in questo numero speciale di “Fuori Luogo” curato da Fabio Amato (Università L’Orientale di Napoli), Anna Maria Vitale (Università della Calabria) e Anna Maria Zaccaria (Università degli Studi di Napoli Federico II). Buona lettura.


Fuoriluogo. Rivista di Sociologia del Territorio, Turismo, Tecnologia.

La Rivista “Fuori Luogo” – fondata nel 2016 – discute e approfondisce le logiche e i paradossi delle relazioni che si configurano negli spazi, nei luoghi e nei territori dell’esperienza sociale. La Rivista comprende la prospettiva critica della sociologia nel suo complesso e si interroga su convergenze e differenze, conformità e non conformità, opportunità e inopportunità dell’agire sociale, attraverso l’imprescindibile connessione tra comportamento umano e contesto spaziale.

Fuori luogo è un paradigma sociologico che pone l’accento su distinzione e differenza nei fenomeni sociali e nei contesti territoriali. Per questi motivi, la Rivista accoglie principalmente studi e ricerche fondate su analisi sociali contestualizzate. Sulla base della loro aderenza agli obiettivi della rivista e in base alla loro rilevanza all’interno del dibattito nazionale ed internazionale, le proposte di pubblicazione, nel rispetto delle indicazioni dell’ANVUR, sono valutate da due referee anonimi esterni al comitato scientifico attraverso un sistema di referaggio doppio cieco (double-blind peer review).

Fuoriluogo. Journal of Sociology of territory, tourism, technology.

The Journal “FuoriLuogo” (Italian for “Out of Place”) – founded in 2016 – discusses and explores the logic and the paradoxes of the relationships occurring in the spaces, places and territories of the social experience.The Journal includes the critical perspective of sociology as a whole and discusses convergences and differences, compliances and non-compliances, appropriateness and inappropriateness of social actions, viewed in the light of the fundamental connection between human behavior and spatial context.

Fuoriluogo is a sociological paradigm which demarcates distinction and difference within social phenomena and territorial contexts. For these reasons, the Journal mainly calls for studies and researches focused on contextualized social investigations. Based on their adherence to the Journal’s purposes and on their relevance within the national and international debate, the selected essays, in accordance with the guidelines of the ANVUR, are evaluated through a double-blind peer review by two anonymous referee, external to the Scientific Committee.